Just Annie

martedì, novembre 29, 2005

Lui è qui che dorme nella navicella. Ci potrà stare ancora per poco, ormai in lunghezza la occupa quasi tutta. Ogni tanto nel sonno agita il pugnetto sinistro, io lo sfioro, allora distende le dita di una manina indiscutibilmente virile - calco di quella del papà - e restiamo così, manina piccola su mano grande, fino a quando l´aggancia al mio mignolo. Abbiamo chiacchierato a lungo prima che il sonno venisse. Io gli sillabo lentamente "a-mo-re". Lui sorride e sorride. Prova a ripetere, ecco una ooooooo leggera e sospesa. Spalanca gli occhi carboncini sui suoi tentativi a vuoto, e ride ride - adesso non sono più solo sorrisi, ma vere e proprie risate sonore - mentre io penso che niente e nessuno c’è di più meraviglioso su questa terra, e sui mari, e su tutti i pianeti.

Eppure sono stati mesi duri. Anche quando hai un compagno molto presente, genitori straordinari, una suocera adorabile e tutti che si prendono cura di te e del tuo bambino, e un sacco di segni che ti fanno pensare che tutto andrà bene - bisogna solo avere pazienza e muovere un passo dietro l´altro - la maternità è una condizione di grande solitudine. Ci sei tu, c´è il tuo bambino. E a volte gli agguati di un fracco di fantasmi subdoli. E dire che in gravidanza - una gravidanza assaporata in ogni momento - mi ero sentita una leonessa. Ma adesso ho recuperato le energie, ripreso il lavoro.  E ho voglia di tante cose, di nuovo.

 

postato da justannie | 15:19 | commenti (59)

Just Annie. Io.