Just Annie

martedì, luglio 12, 2005

 

 

Una sera come questa. Di fresco un po’ appiccicoso sulla pelle e di stelle a fantastiliardi che però te le devi saper cercare, tra i pini, i cipressi, le querce, l’arco di bounganville. Di nonne che consigliano golfini sulle spalle , spray antizanzare, attenzione alla corrente. Diciotto anni fa e un quaderno con la copertina di stoffa blu. Scrivevo come scrivo stasera, tanto per scrivere, e poi tutt’intorno a cornice schizzavo grattacieli sormontati da gigantesche fette d’anguria al neon. In cucina andava un tg di mezza sera (un servizio dall’Iran, è annotato in fondo), senza pubblico, perché eravamo tutti sparsi tra le panchine e la veranda. Io un po’ più in là ad illuminare la pagina con la pila tascabile. Non c’erano ancora i bambini che affollano questa casa nel weekend e che ora scoprono l’ebbrezza delle discese in bicicletta senza freni, non potevamo neanche immaginarli, i bambini eravamo noi. Il giardino era sempre questo, appena più ordinato (non meno affollato), i papiri svettanti, le statue di bosso – quelle sì, ancora ben definite – e nel pomeriggio avevamo fatto il bagno al fiume scortati dalla migliore squadra di cani che avessimo mai avuto. Un giorno, pensavo, avrei scritto la storia di questa famiglia e l’avrei intitolata “All’ombra della grande quercia”, il notabene dice che prima avrei dovuto controllare se questo titolo non fosse già stato usato da altri.
Tutto Pavese quell’estate e molto Balzac, in francese, e Mrs Dalloway in inglese che mi parve insostenibile.
Io non avevo nessuno nella pancia, per di più con il singhiozzo, diciotto anni fa in una sera che somigliava a questa.
Scrivevo distrattamente che il mio futuro era da un’altra parte, pensando che il futuro potesse essere tutto solo da un’altra parte e ignorandone la bizzarra mescola di presente, passato, di ogni tempo. E’ che avevo ancora davanti un anno di liceo all’età in cui pensi ad un anno di liceo come ad una vita intera.
E d’altra parte erano molte le cose che non sapevo: gli occhi di Chiara fare l’amore fare l’amore con chi non ami fare l’amore con chi ami che sarei stata più abile a smaltire un rimorso che un rimpianto Malibu Internet certe sorprese per i compleanni Virginia Woolf tra i miei autori preferiti la stazione di Chiusi molte parti di me un appuntamento sotto la pioggia di novembre il singhiozzo di un bambino nella pancia
Era svogliata, quella pagina. Indolente un po’ come questa schermata del portatile su cui vengono ad incollarsi i moscerini. Cadendo, gli aghi dell’abete grigio s’infilano sotto la barra spaziatrice. Le cicale stordiscono. Il fiato di Califfo mi inumidisce l’alluce.

postato da justannie | 07:42 | commenti (63)

Just Annie. Io.